La bottega artigiana di Clemente Rivadossi : tradizione e amore per il legno

La concezione del lavoro di Clemente Rivadossi fu assunta come programma e regola operativa

La falegnameria fu iniziata dal nonno Clemente Rivadossi nel 1920 che nella sua “bottega” progettava e creava botti, carri e attrezzi quotidiani e mobili per “signori” e strutture destinate alla vita quotidiana, veri e propri manufatti che mai tradivano le regole di un lavoro che nel suo pensiero doveva essere e restare un fatto creativo, la cui cura ed essenzialità sempre si mettevano in rapporto alle esigenze pratiche e poetiche dell’uomo.

“Ho imparato il mestiere da mio padre Clemente – ricorda Ottavio -uomo forte, un po’ ribelle, certo innamorato del legno ma anche di tutte le manifestazioni artistiche, dalla pittura alla scultura alla musica. Passioni, queste, trasmesse ai figli come valore primario e duraturo,insegnandoci la vera libertà e l’indipendenza dal denaro”

Sono nato a Nave ( Bs) nel 1947 , l’ottavo figlio di Clemente e Amalia, vissuto da sempre in questo paese di contadini, montanari e fabbri, in una famiglia dove il legno e la musica erano gli elementi che scandivano il tempo delle nostre giornate di bambini e fanciulli.I tronchi accatastati e le preziose tavole ormai pronte ad essere lavorate da mio padre, il banco di lavoro e gli attrezzi, costituivano il mondo in cui noi giocavamo. Tutto era là a solleticare la fantasia di noi bambini.Il tempo di terminare la scuola tecnica superiore e di conseguire il mio diploma al Conservatorio di Musica di Brescia, che tornavo alla mia passione , il lavoro del legno.E da quarant’anni mi dedico a questo mestiere antico: dal 1975 al 2001 con la nascita e la crescita della Officina Rivadossi , una lunga e ricchissima esperienza di innovazione  e di sperimentazione, la convinzione di poter, con la nostra opera, tradurre la nostra tradizione artigiana in un pensiero moderno realizzando ambienti che fossero non solo “unici belli e poetici” ma anche funzionali.